domenica 18 giugno 2017

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Ready-Made and Mix. Tech. on Wood, 25x30
© Luca Piccini

A Diana Karenne


Dei suoi film, ne sono rimasti pochissimi, sia come attrice, che come regista, tutto è andato perduto, ma comunque la storia di Diana Karenne è rimasta nella storia. Diana è stata un’artista a tutto tondo, era anche sceneggiatrice, produttrice, poetessa, cantante, scrittrice ma soprattutto pittrice, famosa per i suoi volti di donne piangenti, che si ispiravano, come tutta la sua arte, al futurismo, che in quegli anni in Italia si stava facendo larga nella cultura. Nata alla fine dell’ottocento, la sua carriera comincia nei primi nel novecento, con i film muti e a bianco e nero, una delle prime vere dive di quegli anni. Anche se polacca di nascita, ben presto si trasferì in Italia, dove cominciò la sua carriera, tanto che si comprò anche una casa di produzione. La sua prima città fu Torino, dove ha sperimentato i primi film, già qui, le tematiche difficili, come il ruolo della donna nella società e il modello di donna che si oppone ad essere solo madre e moglie, la portarono alla ribalta delle cronache. In seguito si trasferì a Roma, dove la sua carriera da regista e produttrice ebbe l’ennesima evoluzione. Amante delle donne forti e dei bei personaggi femminili è diventata anche una delle più pagate attrici dell’epoca, ma poi con la crisi del cinema del 1920, lasciò l’Italia per la Francia. Era diventata modello per le giovani ragazze, ma la sua spregiudicatezza, la faceva temere dal pubblico maschile. Una delle più intelligenti e brillanti menti dell’epoca, forse troppo per il bigottismo che echeggiava in quegli anni. Odiata dalla censura, che sempre le metteva i bastoni tra le ruote, riuscì a lavorare, anche dopo l’avvento delle dive americane degli anni venti, ma la sua emancipazione la portava sempre ai ferri corti, con al morale pubblica e cattolica dell’epoca, solo un bombardamento nel 1940, riuscì ad ucciderla, attualmente ben pochi ne conoscono l’esistenza, ma all’epoca era una che ha aperto alla strada a tutte le donne nel cinema, degli anni avvenire.
[www.suffragettecinema.org]

venerdì 26 maggio 2017

ALEPPO 2017



ALEPPO 2017
© Luca Piccini
Ready Made and Mix. Tech on Wood, 25x30

“Noi stiamo assistendo da più di due anni all'agonia di una città, alla distruzione dei suoi monumenti. Io vi ricordo che Aleppo è patrimonio dell'umanità. Aleppo è stata la città della convivenza. La città dolce, la chiamavano. Lì vivevano cristiani e musulmani insieme. Guardate, noi siamo a un palmo dalla tragedia: basta che un gruppo vada cinquecento metri al di là dei suoi spazi, al di là delle periferie di Aleppo e si può scatenare la tragedia e Aleppo può divenire un cumulo di rovine, in cui si annidano i combattenti. Ma perché Aleppo e non un'altra città? Be', Aleppo è un simbolo, è un simbolo della cultura, è un simbolo della civiltà, è un simbolo della convivenza e Aleppo può essere la proposta di un metodo per risolvere l'insieme di una situazione, davanti a cui noi non abbiamo soluzioni. di fronte alla quale non ci sono soluzioni.“
[Andrea Riccardi –storico e pacifista]








lunedì 22 maggio 2017

HUMAN RIGHTS? #H2O | CAMPANA DEI CADUTI - ROVERETO | 20 Maggio 2017








H2O WONDERBOX 








 Con Egizia Agatone.

 Con Debora Salardi (AIAPI)


 Con Robero Ronca (AIAPI), curatore e amico...


 Con Annalisa Lenzi


 Con Piero Motta


Con Ignazio Fresu, Laura Coppa, Antonella Sassanelli.

venerdì 17 marzo 2017

GOOD ANGELS, BAD ANGELS




Good Angels, Bad Angels"
©️ Luca Piccini
Ready Made & Mix Tech. on Wood

“Vidi poi un altro angelo, possente, discendere dal cielo, avvolto in una nube, la fronte cinta di un arcobaleno; aveva la faccia come il sole e le gambe come colonne di fuoco. Nella mano teneva un piccolo libro aperto. Avendo posto il piede destro sul mare e il sinistro sulla terra, gridò a gran voce come leone che ruggisce. E quando ebbe gridato, i sette tuoni fecero udire la loro voce. Dopochè .. io ero pronto a scrivere”
Giovanni, Apocalisse.


mercoledì 22 febbraio 2017

H2O WONDERBOX







H2O WONDERBOX
© Luca Piccini
Aseemblage and Mix. Tech. on Wood
40 x 55 x 3 cm



A TRAGEDY IN FIVE ACTS

 

MENUET | THE SPIRIT OF THE WATER

 

Così come Ariel è lo spirito dell'aria nella Tempesta di Shakespeare, mi sono inventato uno spirito dell'acqua, che fa piovere ma non provoca inondazioni, che la notte copre i boschi di gocce di rugiada, che incarna tutto quel che di buono è l'acqua…
 gocce che cadono dai rami dopo la pioggia… 
mi hanno sempre ricordato un tempo di minuetto… 
anche Hendel nella sua Water Music inserisce ben due minuetti…


THE BIG FISH | WATER IS LIFE

 

Acqua = Vita
cquaA =Morte
quaAc = Morte
uaAcq = Morte
aAcqu = Morte 


LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE A RISORSE (IN)FINITE


Agli inizi dell'Ottocento esplode la rivoluzione industriale. Prima la macchina a vapore, poi nel secolo successivo macchine inquinanti a idrocarburi, centrali ad acqua, a carbone, fino alle centrali nucleari. Ma il miracolo sembra possibile: le risorse sembrano infinite, oceani e atmosfera sembrano assorbire l'enorme quantità di scorie prodotte. Pochi godono del progresso che richiede che tanti soffrano fame e sete. Intanto l'aria si riempie di anidride carbonica e il Progresso scola negli oceani le sue feci... Ma via, tra Ottocento e Novecento esplode la Belle Epoque, nei primi anni del Novecento tutti credono nel progresso, un'altra guerra in Europa è ormai impossibile...



KILLING THE WATER


...E così, lentamente e inesorabilmente, uccidiamo l'acqua.
Il 20% della popolazione mondiale uccide l'acqua anche del restante 80%, si sa, il progresso vuole i suoi martiri


DEAD BLACK WATER


A Fukushima, a 5 anni dal disastro nucleare, la centrale continua a versare acqua radioattiva in mare... non saranno sufficienti 50 anni solo per smontare i reattori.
Ma l'Oceano 50 anni davanti non li ha.



THE END?

 

 


mercoledì 4 gennaio 2017

NINOCHKA



 Ninotchka -  Ниночка
© Luca Piccini
Ready-made and Mix. Tech.  On Wood, 25x25

“Oh Leon, don't ever ask me for a picture of myself. I couldn't bear the thought of being shut up in a drawer. I couldn't breathe, I couldn't stand it.”

“Oh Leon, non chiedere mai una mia foto. Non potrei sopportare l'idea di essere chiusa in un cassetto. Non riuscirei a respirare, non riuscirei a resistere.”


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K Ready-Made and Mix. Tech. on Wood, 25x30 © Luca Piccini A Diana Karenne Dei suoi film, ne sono rimasti pochissimi...