lunedì 19 dicembre 2016

GRETA

GRETA
© Luca Piccini
Ready-Made and Mix. Tech. On Wood, 25x25.
La Garbo appartiene ancora a quel momento del cinema in cui la sola cattura del volto umano provocava nelle folle il massimo turbamento, in cui ci si perdeva letteralmente in un'immagine umana come in un filtro, in cui il viso costituiva una specie di stato assoluto della carne, che non si poteva raggiungere né abbandonare. (Roland Barthes)
Garbo still belongs to that moment in cinema when capturing the human face still plunged audiences into the deepest ecstasy, when one literally lost oneself in a human image as one would in a philtre, when the face represented a kind of absolute state of the flesh, which could be neither reached nor renounced. (Roland Barthes)

mercoledì 14 dicembre 2016

SILENT DIVA IN BLACK

Silent Diva in Black (Starring:  Asta Nielsen) 
©️Luca Piccini 
Ready-Made and Mix Tech. on Wood,   25x25

giovedì 8 dicembre 2016

HAMLET


HAMLET (Starring Asta Nielsen)
© Luca Piccini
Ready Made and Mix. Tech. On Wood, 25x35

…The rest is silence. [Hamlet: Act 5, Scene 2]

[Hamlet (Hamlet), Danish film produced in Germany by the actress of silent film Asta Nielsen, and co-directed by Svend Gade. Asta Nielsen is the protagonist, playing the title role.
Asta Nielsen was interpreter mainly of silent films, was nicknamed the Silent Diva or Northern Diva .]

[Amleto (Hamlet), film danese prodotto in Germania dall'attrice di cinema muto Asta Nielsen, e co-diretto da Svend Gade. Asta Nielsen ne è protagonista, recitando il ruolo del titolo.
Asta Nielsen fu Interprete prevalentemente di film muti, era soprannominata la Diva Silenziosa o la Diva del Nord.]

venerdì 2 dicembre 2016

LUCA Vs MACBETH

“MACBETH”
(a tale told by an idiot)
© Luca Piccini
Assemblage and Mix. Tech on Wood, 25x25
“Life’s but a walking shadow, a poor player
That struts and frets his hour upon the stage
And then is heard no more. It is a tale
Told by an idiot, full of sound and fury,
Signifying nothing..”

“La vita è un'ombra che cammina, un povero attore che si agita e pavoneggia la sua ora sul palco e poi non se ne sa più niente. È un racconto narrato da un idiota, pieno di strepiti e furore, che non significa niente.”

(Shakespeare | Macbeth: Act V, Scene 5^).



martedì 29 novembre 2016

LADY MACBETH


LADY MACBETH
© Luca Piccini
Assemblage and Mix. Tech. on Wood, 25x25

“Look like the innocent flower, but be the serpent under't!”
“Prendi l'aspetto del fiore innocente, ma sii il serpente sotto di esso!”

giovedì 24 novembre 2016

MACBETH

“MACBETH”
(a tale told by an idiot)
© Luca Piccini
Assemblage and Mix. Tech on Wood, 25x25

“Life’s but a walking shadow, a poor player
That struts and frets his hour upon the stage
And then is heard no more. It is a tale
Told by an idiot, full of sound and fury,
Signifying nothing..”

“La vita è un'ombra che cammina, un povero attore che si agita e pavoneggia la sua ora sul palco e poi non se ne sa più niente. È un racconto narrato da un idiota, pieno di strepiti e furore, che non significa niente.”

(Shakespeare | Macbeth: Act V, Scene 5^).



giovedì 17 novembre 2016

FRONTIERS (OLD | NEW ?)

FRONTIERS [OLD/NEW ?]
©️ Luca Piccini
Ready-Made and Watercolors on Arches Paper, 23x31

I, I will be king
And you, you will be queen
Though nothing, will drive them away
We can beat them, just for one day
We can be heroes, just for one day
(David Bowie | Heroes)

lunedì 7 novembre 2016

LB

LB (Beloved Lyda)
Ready Made and Mix Tech on Wood, 30x30
© Luca Piccini

…e Lyda Borelli diventò subito una diva amata e ammirata dal pubblico. Nacquero neologismi come "borellismo" e "borelleggiare" per descrivere il fenomeno di imitazione che aveva scatenato nel pubblico femminile. La sua fama era eguagliata solo da Francesca Bertini, l'altra diva del cinema muto italiano.
Antonio Gramsci, uno dei primi intellettuali italiani ad occuparsi del nuovo fenomeno del divismo cinematografico, scrisse di lei: "La Borelli è l'artista per eccellenza dei film in cui la lingua è il corpo umano nella sua plasticità sempre rinnovantesi"
Analizzando sia lo stile recitativo che l'immagine che la diva creò per se stessa emerge un forte legame con le correnti simboliste, connotate dal gusto liberty e da quello del decadentismo. Le sue pose enfatiche, caratterizzate da un'espressività intensa e accuratamente studiata, dimostrano come la diva sia stata fortemente influenzata dal fenomeno del modernismo (Borelli richiama soprattutto l'estetica dei preraffaelliti, giocando con la somiglianza fisica tra lei ed Elizabeth Siddal, la celebre musa di Dante Gabriel Rossetti)

giovedì 27 ottobre 2016

LyDADA


"LydaDA"
©️ Luca Piccini
Ready-Made and Mix. Tech on Wood, 25x35
…e Lyda Borelli diventò subito una diva amata e ammirata dal pubblico. Nacquero neologismi come "borellismo" e "borelleggiare" per descrivere il fenomeno di imitazione che aveva scatenato nel pubblico femminile. La sua fama era eguagliata solo da Francesca Bertini, l'altra diva del cinema muto italiano.
Antonio Gramsci, uno dei primi intellettuali italiani ad occuparsi del nuovo fenomeno del divismo cinematografico, scrisse di lei: "La Borelli è l'artista per eccellenza dei film in cui la lingua è il corpo umano nella sua plasticità sempre rinnovantesi"
Analizzando sia lo stile recitativo che l'immagine che la diva creò per se stessa emerge un forte legame con le correnti simboliste, connotate dal gusto liberty e da quello del decadentismo. Le sue pose enfatiche, caratterizzate da un'espressività intensa e accuratamente studiata, dimostrano come la diva sia stata fortemente influenzata dal fenomeno del modernismo (Borelli richiama soprattutto l'estetica dei preraffaelliti, giocando con la somiglianza fisica tra lei ed Elizabeth Siddal, la celebre musa di Dante Gabriel Rossetti)

domenica 23 ottobre 2016

giovedì 13 ottobre 2016

Mr TRISTAN


"Mr. Tristan"
Ready-Made and Mix Tech. on Wood, 35x25
©️ Luca Piccini
“Dada ne signifie rien : si l’on trouve futile et l’on ne perd son temps pour un mot qui ne signifie rien”
“sono contro l'azione, per la contraddizione continua e anche per l'affermazione, non sono né favorevole né contrario e non do spiegazioni perché detesto il buon senso. Dada non significa nulla.”
[Tristan Tzara]

domenica 9 ottobre 2016

THE FIRE


"The Fire"
Redy-Made and Mix. Tech. on Wood, 25x25
©️ Luca Piccini

A rare diva who, particularly in Il Fuoco (1915) and Tigre Reale (1916), was “la favilla, la vampa, la cenere,” “the spark, the flame, the ashes,” an all-in-one, ultra femme-fatale. With her silhouette twisted, screwed, pointed, her sudden smiles, her worldliness and dissipation, her feverish lust for life, Pina Menichelli

lunedì 19 settembre 2016

martedì 30 agosto 2016

NAPOLI - IL BIANCO E IL NERO


Io so questo: che i napoletani oggi sono una grande tribù che anziché vivere nel deserto o nella savana, come i Tuareg o i Beja, vive nel ventre di una grande città di mare.

Questa tribù ha deciso – in quanto tale, senza rispondere delle proprie possibili mutazioni coatte – di estinguersi, rifiutando il nuovo potere, ossia quella che chiamiamo la storia o altrimenti la modernità. La stessa cosa fanno nel deserto i Tuareg o nella savana i Beja (o fanno anche, da secoli, gli zingari): è un rifiuto, sorto dal cuore della collettività (si sa anche di suicidi collettivi di mandrie di animali); una negazione fatale contro cui non c’è niente da fare. Essa dà una profonda malinconia, come tutte le tragedie che si compiono lentamente; ma anche una profonda consolazione, perchè questo rifiuto, questa negazione alla storia, è giusto, è sacrosanto.

La vecchia tribù dei napoletani, nei suoi vichi, nelle sue piazzette nere o rosa, continua come se nulla fosse successo a fare i suoi gesti, a lanciare le sue esclamazioni, a dare nelle sue escandescenze, a compiere le proprie guappesche prepotenze, a servire, a comandare, a lamentarsi, a ridere, a gridare, a sfottere; nel frattempo, e per trasferimenti imposti in altri quartieri (per esempio il quartiere Traiano) e per il diffondersi di un certo irrisorio benessere (era fatale!), tale tribù sta diventandoaltra. Finché i veri napoletani ci saranno, ci saranno; quando non ci saranno più, saranno altri (non saranno dei napoletani trasformati).

I napoletani hanno deciso di estinguersi, restando fino all’ultimo napoletani, cioè irripetibili, irriducibili e incorruttibili.
P.P. Pasolini

(Queste righe meravigliose e commoventi furono dettate dal grande friulano ad Antonio Ghirelli. Durante le riprese del Decameron, effettuate proprio a Napoli, Pasolini aveva potuto osservare da vicino il popolo napoletano e ne rimase folgorato, per la tenacia unica al mondo con cui respinge gli insulti della cosiddetta modernità. Scrive Ghirelli: «Gli sottoposi le mie domande e dettò questa pagina stupefacente». Il testo fu pubblicato dal giornalista napoletano in La napoletanità, edito da Società editrice napoletana, nel 1976).

 Napoli

 
 Napoli

 Napoli

 Napoli | Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco

 Napoli

 Napoli

 Napoli | BANKSY: Madonna con pistola

  Napoli | Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco

  Napoli | Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco

  Napoli | Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco: Il Teschio Alato

 Mitoraj a Pompei

 Mitoraj a Pompei

 Napoli: San Gregorio Armeno

 Napoli: Quartieri Spagnoli

 Napoli: Quartieri Spagnoli

Napoli

Napoli dal Vesuvio

martedì 26 luglio 2016

lunedì 18 luglio 2016

THE MOST BEAUTIFUL WOMAN


the most beautiful woman
© Luca Piccini
Ready-Made and Mix. Tech. On Wood | 25x25

Lina Cavalieri, la “più bella del mondo”

“La massima testimonianza di Venere in Terra”, questa fu la dedica di Gabriele D’Annunzio  su una copia de Il Piacere che donò a Lina Cavalieri, il soprano e l’attrice che entrò nel Mito, definita agli inizi del Novecento la  “donna più bella del mondo”. Colei che ogni giorno riceveva dai suoi ammiratori 1.300 fiori, tra rose e orchidee, che ricevette 870 proposte di matrimonio e sette respinti si suicidarono, un duca siciliano giunse perfino a fingersi autista per due mesi per poterle starle accanto per poi desistere sconfortato: “è follia essere amato da voi, che non pensate e non vivete che per la vostra arte”…
[Testo di Roberto Di Ferdinando]

venerdì 1 luglio 2016

RED WAVE


Red Wave
赤い波
(Akai Nami)
© Luca Piccini 2016
Assemblage and Mix Tech. On Canvas Board, 25x35

giovedì 9 giugno 2016

CAT-HOUSE


CAT-HOUSE
 © Luca Piccini
Mix. Tech. on Wood, 30x30

Charles Baudelaire, Perdita d’aureola (tratto da I fiori del male, 1857)

«Come, voi qui, mio caro? In un bordello voi, il bevitor di quintessenza, voi, il mangiator d'ambrosia! Veramente c'è di che stupire».
«Mio caro, sapete quanto temo i cavalli e le carrozze. Poco fa nell’attraversare il Boulevard, in gran fretta, mentre saltellavo nel fango tra quel caos dove la morte giunge al galoppo da tutte le parti tutt’in una volta, la mia aureola è scivolata a causa di un brusco movimento, giù dal capo nel fango. Non ebbi il coraggio di raccattarla, e mi parve meno spiacevole perdere le insegne, che non farmi rompere le ossa. E poi, ho pensato, non tutto il mal e vien per nuocere. Ora posso passeggiare in incognito, commetter bassezze, buttarmi alla crapula come il semplice mortale. Eccomi qua, proprio simile a voi, come vedete!».
«Per lo meno dovreste metter un avviso per chi trovi quest’aureola; farla richiedere alla polizia urbana».
«No, in fede mia! Sto bene qui. Mi avete riconosciuto solo voi. D'altronde la dignità mi annoia, e inoltre penso con gioia che qualche poetastro la prenderà su e se la metterà sulla testa impudentemente. Fare la felicità del prossimo, che gioia! E specialmente d’un prossimo che mi farà ridere! Pensate a X …, o a Z …! Eh? Che bellezza!».
_____________________________

PERTE D'AUREOLE
Eh! quoi! vous ici, mon cher? vous dans un mauvais lieu! vous, le buveur de quintessences! vous le buveur d'ambroisie! en vérité, il y a là de quoi me surprendre. – Mon cher, vous connaissez ma terreur des chevaux et des voitures. Tout à l'heure, comme je traversais le boulevard, en grande hâte, et que je sautillais dans la boue, à travers ce chaos mouvant où la mort arrive au galop de tous les côtés à la fois, mon auréole dans un mouvement brusque a glissé de ma tête dans la fange du macadam. Je n'ai pas eu le courage de la ramasser. J'ai jugé moins désagréable de perdre mes insignes que de me faire rompre les os. Et puis, me suis-je dit, à quelque chose malheur est bon. Je puis maintenant me promener incognito, faire des actions basses et me livrer à la crapule comme les simples mortels. Et me voici tout semblable à vous, comme vous voyez! – Vous devriez au moins faire afficher cette auréole, ou la faire réclamer par le commissaire. – Ma foi! non. Je me trouve bien ici. Vous seul, vous m'avez reconnu. D'aílleurs la dignité m'ennuie. Ensuite je pense avec joie que quelque mauvais poète la ramassera et s'en coifferaimpudemment. Faire un heureux, quelle jouissance! et surtout un heureux qui me fera rire! Pensez à X ou à Z! hein! comme ce sera drôle!


venerdì 27 maggio 2016

ORANGE WONDERBOX

ORANGE WONDERBOX
[Orange Sarabande!]

© Luca Piccini - 2016
Assemblage & Mix Tech on Wood | 55x40
...

Questo quadro non ha nessun significato,  e ne ha tanti, seguitene il fil rouge, che in questo caso è il colore ARANCIONE!



Sarabanda!


Si pensa che tale danza abbia origine spagnola come vorticosa danza d'amore, ma si presuppone che questa
derivi a sua volta dall'Arabia o dalla Persia. Il nome appare per la prima volta in America Centrale: nel 1539,
una danza denominata Zarabanda. Nonostante venisse bandita nel 1583 perché ritenuta oscena, essa
venne frequentemente citata nella letteratura del periodo (per esempio nelle opere di Miguel de Cervantes
e di Lope de Vega)


Les feuilles mortes



Angels...


Ensō (円相) in giapponese significa cerchio.
E' il soggetto più comune della calligrafia giapponese, simboleggia l'illuminazione, la forza, l'universo.
Alcuni lo disegnano con un'apertura nel cerchio, mentre altri lo chiudono. L'apertura potrebbe simboleggiare che questo cerchio non è separato dal resto delle cose, ma fa parte di qualcosa di più grande.
L'Ensō è simbolo sacro nel Buddhismo Zen ed è spesso usato dai maestri come firma nelle loro opere.

 ...

spiegare le ali senza ostacolo e affrancarsi dal mondo terrestre; tuffarsi nello spazio infinito per oltrepassare la condizione umana.  L’ala d’angelo simbolizza questa “smaterializzazione” che è fonte di liberazione. È per questo che nella mitologia e l’arte, l’Essere ispirato ed errante sul cammino della conoscenza, è rappresentato con le ali.
 ...

ogni bottone può esser visto come una sfida: un limite da superare, un'intimità da conquistare

Bullet with butterfly wings...
Smashing Pumpkins (Spiaccicatori di zucche)

e le zucche sono arancioni... O no? 



Coats' Colors: Orange





Orange Flowers and Orange Plants...




Sunset

Alla maniera di VK: un semicerchio ritagliato nella parte bassa di un rettangolo rappresenta istintivamente un sole al tramonto... 



La maglia della nazionale olandese di Johan Cruijff...



"Orange is the happiest color" - Frank Sinatra

GUARDIAN ANGELS, FALLEN ANGELS

GUARDIAN ANGELS, FALLEN ANGELS Ready Made and Mix. Tech. on Wood, 15x40   “Milioni di creature spirituali si muovono, non...